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Con l’aumento dell’uso legale della canapa e di altri prodotti a base di cannabis nel mondo, i consumatori diventano sempre più curiosi sulle possibilità derivanti da questa pianta. I due composti naturali presenti nelle piante del genere Cannabis sono il cannabidiolo (CBD) e il tetraidrocannabinolo (THC).

Il CBD può essere estratto dalle infiorescenze della canapa.

La canapa e la cannabis provengono dalla pianta di Cannabis sativa. La canapa legale in Europa deve contenere THC non oltre lo 0,2% (a breve il limite potrebbe essere innalzato a 0,3% come negli Stati Uniti), mentre nel 2016 la legge italiana ha fissato sotto lo 0,6% il limite di tetraidrocannabinolo nei controlli in campo, seppur restino da anni insoluti i problemi riguardanti la commercializzazione dei fiori ricavati dalle suddette piante. Il CBD nel mondo viene venduto sotto forma di infiorescenze, cristalli isolati, oli, gel, caramelle gommose, integratori, estratti e altro ancora.

Il THC è il principale composto psicoattivo della cannabis che genera l’effetto “high”, traducibile come “sballo” (anche se la stampa e la politica hanno talmente abusato di questo termine, da renderlo insopportabile per gli attivisti antiproibizionisti) . Può essere consumato fumando, vaporizzando o ingerendo cannabis decarbossilata. È disponibile anche in oli, prodotti alimentari, tinture, capsule e altro. Entrambi i composti interagiscono con il sistema endocannabinoide presente nel corpo umano, ma hanno effetti molto diversi. Sebbene il THC e il CBD possano avere molto in comune, presentano alcune differenze sostanziali che determinano il modo in cui vengono utilizzati.

CBD vs THC: la struttura chimica

Sia il CBD che il THC hanno la stessa identica struttura molecolare, ovvero sono composti da 21 atomi di carbonio, 30 atomi di idrogeno e 2 atomi di ossigeno. Una leggera differenza nel modo in cui sono disposti gli atomi spiega i diversi effetti delle due sostanze.

Sia il CBD che il THC sono chimicamente simili agli endocannabinoidi prodotti dagli organismi animali. Ciò consente loro di interagire con i recettori di cannabinoidi. L’interazione influenza il rilascio di neurotrasmettitori nel cervello, le sostanze chimiche responsabili della trasmissione di messaggi tra le cellule. Essi hanno ruoli nel dolore, nella funzione immunitaria, nello stress e nel sonno. Infatti questi sono i numerosi campi in cui agiscono i cannabinoidi, per citarne alcuni.

CBD vs THC: componenti psicoattive

Nonostante le loro strutture chimiche simili, CBD e THC non hanno gli stessi effetti psicoattivi. Il CBD è psicoattivo, non allo stesso modo del THC, ma semplicemente nel senso che anch’esso ha degli effetti sul cervello. Non produce l’effetto “ricreativo” associato al THC, ma è stato scientificamente dimostrato che il CBD aiuta a contrastare ansia, depressione e convulsioni. Il THC si lega ai recettori dei cannabinoidi 1 (CB1) nel cervello, producendo in primis un senso di euforia.

Il CBD si lega molto debolmente ai recettori CB1. Il CBD ha bisogno del THC per legarsi al recettore CB1 e, a sua volta, può aiutare a ridurre alcuni degli effetti psicoattivi indesiderati del THC, come l’euforia o l’effetto di sedazione.

CBD vs THC: benefici medici

CBD e THC insieme hanno dei benefici medici molto importanti. Possono fornire sollievo a molte patologie oltre ad essere usate per uso ricreativo. Tuttavia, il CBD non causa gli effetti euforici che si verificano con il THC. Molte persone potrebbero preferire l’uso del CBD a causa della mancanza di questo effetto collaterale, a volte considerato dagli utenti come “troppo invasivo”.

Il CBD è usato per alleviare le seguenti condizioni:

  • convulsioni
  • infiammazione
  • dolore
  • psicosi o disturbi mentali
  • malattie infiammatorie intestinali
  • nausea
  • emicrania
  • depressione
  • ansia

Il THC, invece, è consigliato per:

  • dolore
  • spasticità muscolare
  • glaucoma
  • insonnia
  • scarso appetito
  • nausea
  • ansia

Sia il CBD che il THC hanno benefici medici. Sono anche entrambi considerati sicuri, ma considerando la possibilità di effetti collaterali e interazioni con altri farmaci in corso di assunzione. Parla con il tuo medico o un medico specializzato in cannabis o CBD prima dell’uso e se hai domande. Se non ne sa nulla, digli di studiare. Dopotutto, ha fatto un giuramento in merito.

CBD vs THC: effetti collaterali

Il CBD è spesso ben tollerato dal corpo umano, anche a dosi elevate. Una ricerca dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) suggerisce che qualsiasi effetto collaterale che si verifichi con l’uso di CBD è probabilmente il risultato di interazioni farmaco-farmaco tra CBD e altri farmaci assunti.

Il THC provoca effetti collaterali temporanei, come:

  • aumento della frequenza cardiaca
  • problemi di coordinamento
  • bocca asciutta
  • occhi rossi
  • tempi di reazione più lenti
  • perdita di memoria a brevissimo termine
  • ansia

Gli effetti collaterali del CBD possono includere:

  • variazioni dell’appetito
  • fatica
  • perdita di peso
  • vertigini
  • diarrea

Questi effetti collaterali fanno parte delle proprietà psicoattive del composto, ma ovviamente nessuno dei due composti è letale. Non esiste una dose letale, a differenza di altre sostanze di uso comune come ad esempio l’alcol.

Tuttavia, l’uso elevato di THC può essere collegato a effetti psichiatrici negativi a lungo termine. Ciò è particolarmente vero per gli adolescenti che consumano grandi quantità di THC, sebbene non ci siano prove conclusive che l’uso di cannabis provochi disturbi psichiatrici come la schizofrenia.

CBD vs THC: test antidroga

I cannabinoidi come il THC e il CBD sono immagazzinati nel grasso corporeo. Possono presentarsi ai test antidroga per diversi giorni o settimane dopo l’assunzione. Non tutti i test antidroga saranno in grado di rilevare il CBD, ma sono disponibili test sensibili al CBD. La maggior parte dei test antidroga standard cercheranno sostanze chimiche correlate al THC, quindi l’uso di THC potrebbe essere mostrato in uno screening.

Allo stesso modo, anche la canapa legale può produrre piccoli quantitativi di THC oltre al CBD, quindi un test potrebbe risultare positivo per il THC anche qualora non sia stata assunta una varietà di cannabis THC dominante. È importante notare che i prodotti che dichiarano di essere privi di THC potrebbero non esserlo al 100%, quindi si raccomanda di non assumere alcun prodotto CBD o THC, nel caso in cui per motivi professionali ci si debba periodicamente sottoporre a test volti a rivelare la mera positività al tetraidrocannabinolo.

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